PAOLO GIOFFREDA architetto
 
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Church SAINT GIOVANNI BOSCO, Manguo, Mardi, South Sudan

 

Church "SAINT GIOVANNI BOSCO", Manguo, Mardi, South Sudan

Chiesa "SAN GIOVANNI BOSCO", Manguo, Mardi, Sud Sudan

COMMITTENZA: Opera Salesiana

PROGETTO PRELIMINARE, DEFINITIVO

Paolo arch. prof. Gioffreda (progettista)
Renzo geom. Dell'Uomo (collaboratore)


Per la realizzazione dell'opera, è in corso un reperimento di contributi pubblici e privati



SCELTE PROGETTUALI
Si è voluto utilizzare una planimetria a croce latina * , con tracciati regolatori e sezioni auree che determinano gli stilemi di un Neo-Razionalismo Italiano di estrazione romanica.
L'ESPRESSIONE VOLUTA DELLA TIPOLOGIA ABITATIVA "A CAPANNA", RICHIAMATA DA ENTRAMBI I BRACCI SIMMETRICI DEL TRANSETTO, MEDIANTE LA MEMORIA VISIVA COLLETTIVA DI QUEL SEGNO ARCHITETTONICO FAMILIARE, CONVOCA FACILMENTE IN CHIESA I FEDELI DI QUEI LUOGHI, CHE ENTRANO, IN TAL MODO, ANCHE MEGLIO IN INTIMITÀ CON L’EDIFICIO DI CULTO, SIN DALLA VISIONE ESTERNA.
Il transetto, simmetrico in entrambi i bracci, richiama la tipologia abitativa per antonomasia dei luoghi, ovvero la capanna. In tal modo i fedeli riconoscono in figura, forma e colorazione, la propria abitazione, la propria cultura (luogo di vita abituale, di riferimento, di certa speranza ed affidamento), ricordato così in entrambi i bracci del transetto. Questo, nelle piante a croce, diviene l’elemento orizzontale planimetrico della stessa croce, quindi va a delineare (a maggior ragione poiché identificato da entrambi i lati dalla tipologia edilizia della capanna), la sostanza della vita terrena e familiare. La famiglia identificatasi nell’immaginario collettivo con la capanna, va così ad integrarsi non solo nello stesso edificio di culto, nel luogo dell’assemblea della famiglia di Dio, ma anche nel simbologia secolare, dell’asse orizzontale della Croce di Cristo.

* La planimetria a croce latina, nella sua divisione, determina lo spazio nei quattro punti cardinali, quindi la funzione spaziale ed orientativa. La croce, attraverso l’asse verticale (basso/alto), identifica, oltre il percorso secolare dalla nascita alla morte del corpo, la crescita basso-alto o ascesi dell'anima al cielo, ma anche colloca l’uomo come mediatore tra spiritualità e materia. La croce, attraverso l’asse orizzontale (destra/sinistra), identifica il suolo o l’orizzonte dove si vive, ma anche le azioni, le funzioni del proprio corpo e, quindi, del proprio emisfero cerebrale. Nessuno può abbandonare la propria Croce, dato che l’uomo stesso è emblema rappresentativo di questa figura, anche esteriormente: basta protendere le braccia all'altezza delle spalle, e l'uomo si trasforma in una croce vivente, ossia “l'uomo vitruviano”, la cui figura d'insieme pone in chiarezza le sue dimensioni e proporzioni auree, o divine, rappresentate dal rapporto tra 1,618, detto anche F (fi greca), costante di Fidia, sezione aurea, rapporto aureo, numero aureo, proporzione divina.

CENNI CONTEMPORANEI SUL SUDAN

Dal 9 luglio 2011 si è celebrata l’indipendenza della 54ª nazione africana, la Repubblica del Sud Sudan. Dopo il referendum del gennaio 2011, con voto pressoché unanime, è nato un nuovo stato libero africano. Il Sudan è reduce da un’aggressiva presenza al nord di una minoranza musulmana che si è avvalsa del potere statale, economico e militare, imponendo per anni “la conformità” tramite il corano e la lingua araba. Il Sud, ribellatosi sin dal principio a questa monocultura, fu dichiarato “ribelle” e “terrorista”. In 20 anni di guerra civile ci sono stati 2 milioni di morti, e altri 5 milioni sono stati costretti a migrare in altri Paesi.
Padre Michael Schultheis, il missionario gesuita che opera in Africa da oltre 40 anni nel settore dell’istruzione secondaria, ha dichiarato: «Da anni la Chiesa vive con il popolo sofferente del Sudan, con i suoi eroi e con una guerra interminabile, auspicando la nascita del nuovo paese e di un popolo con la sua nuova identità. La Chiesa continuerà la sua presenza, decisa a fare i primi passi a fianco del popolo del Sud Sudan nella ricerca del suo sviluppo».
I missionari italiani, ha detto Padre Michael Schultheis, hanno molto a che fare con la storia del Sudan degli ultimi 100 anni, e anche con quella del nord-est del Mozambico, dove oltre ad aver stabilito la Chiesa locale continuano a garantire l’istruzione della popolazione. Dalla conferenza “Sudan verso il futuro” è riemerso l’importante ruolo dell’Università Cattolica, un’idea di cui si ricominciò a parlare nel 2003, in occasione della visita in Sudan di Papa Giovanni Paolo II .




 
 
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