PAOLO GIOFFREDA architetto
 
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Manhattan, NEW YORK CITY, Stati Uniti - 2002

Proposal for a New World Trade Center




L'ARCHITETTURA METAFISICA DI GIOFFREDA & MORSELLO
Da dove e da quando si vorrà ricominciare?
Dal dolmen o da un apocrifo ordine architettonico?
Cosa sostengono le due ex-torri gemelle?
L'architrave di un multipiano polivalente,che si irradia fregiandosi come fiaccola della libertà, oppure il capitello-memoriale su cui insistono Arco e Fregio Celesti?
Dopo le esibizioni delle idee progettuali di ogni natura che finora, dall'undici settembre 2001, hanno girato il mondo, suscitando innumerevoli opinioni giornalistiche ed intense discussioni pubbliche, Paolo Gioffreda e Gioacchino Morsello in questo progetto, ideato al primo anniversario della sciagura, presentano un'innovazione ragguardevole che si è generata dalla sintesi di quella valanga di idee, una sintesi caratterialmente autentica e personalizzata dai due progettisti, generatasi dall'analisi esaminativa sulla vasta varietà di proposte - sia etiche, sia estetiche, sia costruttive, sia urbanistiche - finora presentate ufficialmente, a partire dalle prime della Max Protecth Gallery.
In questo preciso contesto denso di proposte pratiche e visionarie, quella di Gioffreda & Morsello, mentre si apre ad un raggio considerevole di future considerazioni pragmatiche e quindi realizzabili, tende ad approfondire, nella sua estetica emblematicità, un elevato ed edificante significato, dove emerge la preminenza assegnata ai valori umani più elevati.
Un significato in cui si cristallizza l'identità fuggente tra pensiero e realtà nei tempi a venire: una piazza, una fiaccola immensa, elevata ed elevante al cielo, che irradia ed è irradiata dal cielo, un astro fra cielo e terra che risplende straordinariamente di luce propria, sorretto da due torri gemelle che ne divengono la sua struttura. Una piazza che si rivolge eternamente al cielo con assoluta dedizione, per perpetuare la memoria e per porgere quella preghiera incessante e indirizzata e la salvezza delle anime delle vittime innocenti cadute nella sciagura.
Le due torri si trasformano in due strutture, due involucri monolitici che, congiunti dalla loro comune sommità - la piazza sostenuta e che sostiene - rievocano nell'insieme un solo involucro trivolumetrico - non più due monovolumetrici e separati, bensì riuniti in uno più complesso e più evoluto, in uno unico ed autoreggente -, rievocano con la piazza la prima forma da sempre esistita dell'architettura umana: il dolmen. Un dolmen come un Nuovo WTC, il suo sistema strutturale trilitico, un'idea coniata da Gioffreda & Morsello sulla linea del primo sistema costruttivo ideato dall'uomo, ideato sin da allora come sacrario per le sepolture collettive. La figura dell'architrave si estende al cielo, come citato precedentemente, con il crescere della sua prominenza aggettante.
Infine, se oggi si potrebbe considerare provocatoria ogni forma di idee progettuali relative ad un nuovo WTC - provocatorio si potrebbe considerare qualsiasi cosa che riflette vivamente il bisogno di tutti di abbracciare il futuro e di sognare -, la provocazione è già stata manifestata dalle precedenti esibizioni e lo sarà ancora comunque, con la stessa misura ed intensità per ogni progetto che verrà presentato a riguardo.
Gioffreda & Morsello, grazie all'energia impressa dalla metafora rappresentativa di questo loro messaggio, hanno nel loro team come stretti collaboratori l'unicità dell'opera e lo scorrere tempo - e non soltanto quello inteso orizzontalmente -. Come co-autori di queste idee progettuali affermano " l'Empire State Building o il Seagram Building non li osserviamo come li osservarono inizialmente. Per un'opera architettonica unica ed irripetibile nel suo genere, infatti, sarà la variabilità dell'opinione e della critica umana a valutarne l'entità e la variabilità della provocazione - considerando che l'accrescere del fattore tempo, così come per ogni fenomeno storico, lascia decrescere il senso comune dell'entità provocatoria -"


ENGLISH VERSION

"In the Ground Zero world-wide rebuilding context, full of genuinely suitable or visionary proposals accumulation, our proposal results the position to master a deeper knowledge for its singleness, concerning whether FORMAL PATTERN or AESTETHIC SYMBOLISM, a singleness which cleanly shows the ascribed praise and preminence to the spiritual and temporal highest human values while harmonizing themselves."
FORMAL PATTERN: "The two towers are transformed in two joined mega-structures, in a Twin Towers form replica which permits the towers joining for sharing their common support to the sustained piazza as their top, as their architrave. This way, rather than the single-volumetrical blocks of the former and separated towers, the whole shape recalls a unique tri-volumetric shape: two towers reunited through the piazza, into a unique and self-sustained body which recalls the Dolmen, the human architecture first composition ever existed. A Dolmen as the New WTC, a first structural and building system idea, with its trilithic system as a trinal unity of forces, a conceived idea from time immemorial for collective rites and sepoltures sacrarium. On the top the piazza-architrave shape rises toward the sky through its concentric multistore projectional prominence. On the ground a crossing space through the Manhattan Arch, so now called according to a foreseen antonomasia."
AESTETHIC SYMBOLISM: "An eternal meaning comes crystallized together with the fleeting identity among human mind and reality of facts for future times. A piazza as giant torch without fire, a raised torch which raises up to the heaven, an irradiating torch which is irradiated by the heaven, an astro-body through earth and heaven which is spendidly shining with its own light. A real piazza which reaches such altitude, sustained by the Twin Towers formal replica which becomes two raising twin structures. A human piazza, a perpetual ember-tray, * which is incessantly turning, with its visitors, to the heaven in absolute firmness and devotion, whether in preserving from oblivion the memory or in holding out that special and endless prayer for the souls salvation of the guiltless victims."
*an irremovable standing chalice.






Dublin, Irlanda - 2003

U2 Tower
Gruppo di progettazione: GMR 003 (Gioffreda, Morsello, Rossi)

Capogruppo: Paolo Arch. Prof. Gioffreda



UNA METAMORFOSI SURREALISTICA
In questo progetto si è cercato di evadere da limiti e barriere imposte dallo stereotipo decostruttivista oggi in voga - il progetto vincente infatti appartiene a quella corrente -. Il Decostruttivismo in quanto tale, nella sua essenza, nella sua indole, sempre possiede nella sua tendenza primaria, a dir poco, un preannuncio al Surrealismo: pertanto la corrente decostruttivista può definirsi come una derivazione del movimento surrealista, un surrealismo in atto, ancora da compiere. Questo progetto, invece, supera ogni relativismo ed incompiutezza decostruttivista, allineandosi nella schiera di quelle rare opere architettoniche con quel grande valore simbolico internazionale che ci può esprimere e descrivere il Surrealismo. Tutto questo è contenuto nell'interezza delle sue metamorfosi, per due volte, per due tipologie architettoniche: tradizionalmente l'una radicata ed immobile sul terreno, l'altra mobile ed itinerante sull'acqua, entrambe che si saldano un immagine di metamorfosi surrealistica al quadrato, compiuta vuoi per la loro compenetrazione, vuoi per la loro cristallizzazione. 

U 2, DUBLIN 2003 -TOWER COMPETITION REPORT (Traduzione italiana)
PRESENTAZIONE DELL'ARGOMENTO (MOTIVAZIONE DELLA SCELTA)
Abbiamo sviluppato un tipo di progetto che segue fermamente intenti e caratteri voluti e descritti attraverso le linee fondamentali delle direttive della Dublin Docklands Planning Scheme 2000, al preciso scopo di rendere più coesa una cultura di qualità urbanistico-architettonica, nell'area dublinese attualmente a crescita più rapida. Questo nostro progetto consentirebbe così di coronare la realizzazione di quest'accurato piano urbanistico sia effettivamente, sia emblematicamente, come modello formale per gli interventi futuri nell'area, per la sua ulteriore crescita, nello svolgimento della sua riaffermazione. Tutto questo è stato armonizzato e reso visibile dai nostri approfondimenti progettuali, rivelatori di innovativi e fondamentali strumenti, per gli sviluppi delle future condizioni sociali ed economiche della Dockland Area , di Dublino e dell'intera Irlanda.




PRESENTAZIONE DELL'ARGOMENTO (SCOPO DEL LAVORO)
Sulle logiche dei propositi appena descritti, abbiamo così sviluppato e delineato una linea strutturale ed estetica sia commerciale sia residenziale, incentrata sull'efficacia del fenomeno socio-economico del lifetime value: una sorta di relazione a lungo termine tra gli U2 ed il pubblico internazionale, attraverso le intere esistenze dei loro futuri cultori musicali. Una relazione, quindi, che andrà ben oltre l'arco dell'esistenza terrena dello stesso gruppo musicale; una relazione che abbiamo esposto e rappresentato attraverso un'altra relazione parallela, quella di creare spazi globali, pubblici e privati, quella connessa alla peculiare creazione dei giusti ambienti orientati all'accesso nello spazio che sostiene l'altro spazio, quello progettato per la creazione e l'esecuzione della musica del celeberrimo complesso irlandese. Quindi non più solamente si ricerca di realizzare gli spazi di una stringata architettura per un semplice prodotto discografico o concertistico, bensì di generare così un intero edificio, di rilevanza urbana, nazionale ed internazionale, in grado di preservare, nel lungo termine, quella riuscita relazione tra U2 e pubblico, di generare così un intero edificio che permetta di contenere e di trattenere un punto fermo di riferimento, di generare così una torre-pietra miliare (a landmark-tower), un elemento di qualità urbanistico-architettonica che indossi, come corretta metafora, quella pietra miliare che gli U2 rappresentano tra i fenomeni storici della musica mondiale.
FORME E DIMENSIONI
Attraverso i segni identificativi ed emblematici di una nave, abbiamo progettato una landmark tower, congruentemente enfatizzata e messa in luce dalla finale valorizzazione di una presenza scenografica ambientale naturale, esteticamente prima sommersa ed ora emersa, integra spaccatura dell'ecotono tra terra ed acqua che, allo stesso tempo, ci dirige verso quell'ecotono immaginario che separa acque e cieli, nel perenne trasporto onirico della complementarietà tra terra e mare. Attraverso entrambi i prospetti longitudinali, abbiamo inserito dei portali, che distinguono gli ingressi pubblici, dalle dimensioni crescenti con il crescere delle porzioni delle due facciate di marmo di travertino romano che identificano lo scafo crescente fino alla prua. Entambe le due facciate delineano, col medesimo margine di rivestimento superiore del marmo, il segno di una linea curva che, come un semiarco rovesciato, dal basso fino ai 60 metri della sommità, finchè, con unicità organica da ambo i prospetti, continua oltre il fabbricato, per poi accompagnare il percorso dall'ingresso del lato sud, fino ad affievolirsi e terminare nel proprio punto tangente alla linea di terra. Un arco che ci abbraccia e ci armonizza, con la sua energia e la sua elasticità, in uno slancio protettivo. Un arco che ci anima, vivicizzando la percezione dello scafo di una nave che si staglia nitidamente verso il cielo ed il mare, verso quel segno immaginario dell'immaginario collettivo, verso quel percorso immaginario che raggiungerebbe quella meta indefinibile ma comunque inseguita, di quella linea che sta sempre nel mezzo, verso la trasposizione metaforica di quella passione umana da sempre anelata e rincorsa: verso l'orizzonte. Otterremo così, sul lato meridionale, un'ingresso ascendente al ristorante situato al piano terra, sia delimitato dalle due lineee curve appena descritte, sia sviluppandosi, sulla retta trasversale all'edificio, attraverso portali di pannelli di klinker paralleli fra loro.
L'entrata dal lato sud quindi è in ascesa, ma un'ascesa non solo fisiologica, un'ascesa/ascesi che nel suo proseguimento immaginario terminerebbe nello spazio adibito al gruppo musicale dei celebri U2, bensì un simultaneo connubio emozionale tra architettura e musica: ascendere al punto più alto per ascendere di nuovo.
Dal lato settentrionale il messaggio formale ci risveglia quei ricordi cristallizzatisi nell'oggettiva memoria storica dei sovrastanti transatlantici, incrementando e non rimuovendo quel comune senso del desiderio, quella comune ed innata ricerca di dare un senso alla vita o nella vita, un senso tra tutti i sensi delle via marittime, note od ignote, quel senso visivo cinetico pronto ad alternare le sue focalizzazioni, per salpare verso la compenetrazione il suo stesso punto d'arrivo con quello di una nuova partenza.
Ne consegue che, così come le dimensioni dettate dagli approfondimenti culturali del Contracting Authority Mission Statement, anche le forme dell'edificio abbiamo voluto che in questo caso avessero dovuto proseguire nel medesimo contesto umanistico-culturale, proiettato solidamente per il tempo a venire.
COLORI E MATERIALI
Attraverso i colori predominanti del progetto sono stati rappresentati i colori della bandiera irlandese: il verde, nel riflesso dei doppi vetri termici delle finestre, il bianco, nei lastroni di marmo di travertino romano, l'arancio nei mattoni romani di terracotta.
La struttura portante del fabbricato è di cemento armato, con murature in mattoni romani faccia a vista e tamponature intonacate e rasate a stucco romano, affiancate da pannellid d'isolamento termico ed acustico. La scelta sui materiali e sui colori dei rivestimenti si può stimare da come e quanto si rafforza e si consolida nel suo stretto legame con le scelte sui valori dei modelli formali citati precedentemente tanto per l'esterno, quanto per l'interno.
In tal modo anche le percezioni visive dagli interni della costruzione si espandono in un'ampia varietà di temi estetici, rispetto all'articolato contesto delle relative destinazioni d'uso.
CONCLUSIONI
Per tutti coloro che risiedano, lavorino o visitino l'edificio, verrà diretto un unico denominatore comune: quello di risiedere, lavorare o visitare in uno spazio costruito oggi dalla cultura del tempo trascorso, per la cultura del tempo a venire. Tutti rimangono destinatari di un comune attributo, non più di un luogo comune ma di un senso comune, quello di vivere in uno spazio che anela a viaggiare verso il senso della ricerca dei nuovi spazi e dei nuovi sensi, propri di un orizzonte tra cielo e mare, quegli spazi e quei sensi imprescindibili tra loro e che già trovammo, ritroviamo e ritroveremo all'interno della storia dell'umanità.
In conclusione, abbiamo voluto individuare un punto d’arrivo fermo nel futuro a venire, abbiamo voluto offrire un innovativo e conspicuo contributo, per la prosperità sociale ed economica dell'intera Irlanda, per permettere che da questo luogo arrivi finalmente quel tempo giusto per esprimere una delle più significative risposte al mondo intero, una risposta dal carattere indelebile del frutto spirituale di una cultura faticosamente conservata da generazioni attraverso il corso dei secoli, ritrovata ed esternata attraverso questo progetto, una risposta pronta a salpare dalla Dockland Area, da Dublino e dall'intera Irlanda.




ENGLISH VERSION

SUBJECT INTRODUCTION - CHOICES GROUND
We have developed a kind of project that firmly pursues peculiar goals and qualities, whether wished or chosen by the Dublin Docklands Development Authority Planning Scheme 2000 basic prescriptions, in order to reinstate cultural quality of town-planning and architecture into the highest growth Dublin area just at present. Therefore our project should grant to crown with effect, either physical or emblematic, that special and accurate planning scheme execution, as an innovating formal model for the future area's development, for its ulterior growth and over its reaffirmation. All this has been harmonized and made visible by our planning application, that has revealed basic and innovative indicators, to turn out well the definite characters assumption for the social and economic future of Docklands Area, Dublin and the entire Ireland.
SUBJECT INTRODUCTION - PLANNING REFERENCE PRINCIPLES
Over the purposes logicalities just described, so we have strengthened and outlined a structural and aesthetical imprint, either commercial or residential, centralized about the effectiveness of the lifetime value social-economic phenomenon: a sort of long term relation between U2 and international public, in the long run of the future existences of their musical estimators. This relation consequently will go well over the term of the famous musical band's life on this earth, a relation which we are explaining and representing with a paralleled relation of the right spaces, an expanded public and private global space which will be pierced and held by structures which sustains the other space, the one on the top of the tower, the one for the famous irish band's musical invention and recording performance. It follows that we are not merely seeking to realize spaces and effects for a concise architecture's subject; on the contrary we are generating an entire building of urban, national and international prominence, an entire building which will spread its characters into the Docklands area and so on, an entire building which is able to preserve, in the long term, that special relation between U2 and public.
Therefore we are seeking to generate a result which allows to include and to hold a firm landmark, so to generate that landmark tower represented by that peculiar correct architectural nature which fits, as the right metaphor, with a world-wide music's historical wonder landmark, represented by the famous irish band.
FORMAL STYLE AND DIMENSIONS
Through the signs of a ship's emblematic identification, we have planned a landmark tower, adequately emphasized and brought to light by the final exploitation of a natural surrounding scenographic presence, today aesthetically submerged while it emerges with our project, as a whole split ecotono, between earth and water, which leads us toward that imaginary ecotono, which splits sky and water, together with the everlasting oneiric rapture of the complementary relation between earth and water. Along both the long facades we exhibit considerable portals, that grow bigger to the same degree with their travertino romano's facing portions. Both facades spread their travertino's lining top lips, that flow along an ample upside-down arched sign, from 60 metres of the tower top, until they harmonize in matching, with organic unity, together with the south entrance for pedestrian, on its both internal sides of the entire area, to end in fading away on their ground tangent point. It is an arched sign that embraces and harmonizes us, in a protecting fit of enthusiasm and generosity, with its aesthetic energy and elasticity. It is an arched sign that elates us, in delivering the clean perception of a front ship's body, that is silhouetting against either the sky or the water, against that imaginary sign of that everybody's immaginario, against that imaginary line of everybody's goal in life, which always lies in the middle, on the metaphorical transposition of our own human passion, yearned and pursued passion from time out of mind: our own horizon. On the southern side therefore we will obtain an ascending access to the restaurant placed on the first floor, through a passage, delimited by the two aforesaid arched signs and penetrating under transversally parallel klinker listels portals. Consequently, in entering from the south side, we are going to have not just a serene physiologic rising, that should seem to end into the tower's upper part set aside as recording studio for the U2 band,, but we are going to have also a sort of simultaneous and exciting understanding between architecture and music: rising to the highest point to rise again.
From the northen side the formal style message fairly refreshes our collective historical memory to those crystallized reminiscences about transatlantic ships. Therefore not transfering but increasing that common sense of wish, an innate and common pursuit to wring a sense, either from life or into life, a sense among all senses of known or unknown ship's courses, a visual and a kinetical sense, ready to interchange its interpretation in sailing against the wind of its own point of arrival.
It follows that, so as the required dimensional spaces, we wanted to plan our project's forms about the Contracting Authority Mission Statement, following the same intent, to advantage the whole community, in a full and logical concept of contiguity for future times.
COLOURS AND MATERIALS
Ireland has been represented by the predominant colours of the project: green for the double termic glass windows reflection, white for the roman travertino slabs, orange for the terracotta roman bricks.
Masonry and lining, with thermical-insulating and sound-absorption panels, stand on a reinforced concrete structure. Colours and materials have been selected, logically and consistently, with the architectural formal styles values of the project, either for exteriors or for interiors. This way also interiors visual perception expands as far as the variety of aesthetical themes, in comparison with the articulate context of each pertinent using allotment.
CONCLUSION
We wanted to offer an innovative work, to increase the social prosperity in Ireland, to allow that the right times will finally reach this people's goals, to give expression to one of the most significative answers for the entire world; answers which come from an ineffaceable character, from a spiritual result of a culture that strenuously preserved itself since centuries, a culture recovered and disclosed again with our project, ready to show itself from Docklands Area, from Dublin and from the entire Ireland.





Rome, Italy - 2006

Monumento ai Caduti
di Nassirya

Concorso per l’ideazione e la realizzazione di un MONUMENTO AI CADUTI DI NASSIRIYA

Committenza: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Gruppo di progettazione: GMR 003 (Gioffreda, Morsello, Rossi)

Capogruppo: Paolo Arch. Prof. Gioffreda

Roma, 13/03/2006

“Le immagini vengono percepite e le idee si sviluppano attraverso di esse”.

Viene presentata una scelta estetico-morale che faccia meditare allo scopo di non sottrarsi dinanzi a dei terroristi omicidi, bensì di contrastarli con la più piena forza d’animo e risolutezza che si possono comunicare, ad iniziare dalle immagini. Certe sciagure, infatti, non dovrebbero scatenare odio insensato ed incontrollato, ma tutto l’impegno che si può prestare nelle varie scienze ed arti, così come le opere militari a fini di pace, indirizzate a proteggere e a dare impulso a nuove comunità umane, in cui ci siano spazio, dignità e libertà per ogni popolo.

“Esplosioni”

Giovani uccisi dai due mezzi imbottiti di tritolo, che hanno distrutto la palazzina in cui alloggiavano parte delle forze armate italiane di stanza in Iraq. Un idea per un monumento alla memoria, un omaggio sentitamente sincero al valore ed alla gloria dei nostri soldati, morti in pieno terzo millennio per la pace dei popoli meno fortunati, per i nostri fratelli d'oriente, molti dei quali senza dubbio apprezzano certamente gli sforzi e gli enormi sacrifici della comunità internazionale.

“Sfera Mondo-Terra-Patria-Valori-senso di appartenenza-tradizione-libertà per la vita del prossimo e quindi della propria”

Diciannove cavi che si spezzano come fili delle vite spezzate, come la vita di noi tutti, che comunque è appesa ad un filo, come i loro nomi impressi rispettivamente su ciascun cavo. Il Portale della Gloria (con scolpiti/incisi i nomi dei sei battaglioni) che come un piano verticale che interrompe le vite degli eroi che si completano simultaneamente attraverso il Portale della Gloria.

Le vite degli eroi che corrono lungo i cavi vanno a terminare sul Portale della Gloria. le 19 vite eroiche (i 19 cavi in acciaio) che, partendo dal medesimo punto della superficie terrestre, Nassiriya, vengono proiettate allargandosi con progressione equidistante, donando una netta percezione di dinamicità delle forme e della figura, come frecce tricolori, sul Portale della Gloria.

Esistenze eroiche che si accorpano, con nettezza dalla veduta dall’alto, unite in un unico corpo sulla Croce, il basamento, imprimendo così l’emblema dell’incontro definitivo con Dio, l’interazione delle loro vita con quella di Dio: il Signore che è presente nel corso delle loro vite fino alla loro unione nel segno della Croce che sostiene sia fisicamente sia concettualmente l’intero monumento, nel segno del sacrificio delle loro vite, vite portatrici di pace ed amore,. La loro missione, la loro rinuncia, la loro morte vengono raffigurate in libertà d’amore, si uniscono alla Croce di Gesù Cristo, alla gioia ed alla ricompensa incommensurabile.

Nella croce divengono liberi e felici, rendendo liberi e felici gli altri, il loro prossimo.

Dio resta sempre con loro nel corso delle proprie vite, che vengono sacrificate ma con la Croce, attraverso l’essenza e la consistenza della loro esistenza.

Dio ha vegliato su di loro, come sempre su tutti, ed è stato loro riconosciuto con l’esempio del valore dimostrato e donato come autentici portatori di pace e di fede nella vera libertà, insieme alla destinazione che li accomuna, la Croce, quella realtà più profonda della loro intimità.




 

 

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